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Questa processione è una delle più importanti d'Italia e richiama un numero sempre crescente di visitatori pur mantenendo il suo carattere prettamente religioso.
Cenni storici: La tradizione di questa processione fu probabilmente introdotta dagli spagnoli nel XV e nel XVI secolo a Napoli e poi diffusa dai Gesuiti. A Procida fu introdotta dalla confraternita dei "Turchini", fondata nel 1627, che prende il nome dal colore delle mantelle indossate dai confratelli. La prima processione probabilmente ebbe luogo alla fine del XVII secolo.
Preparazione tecnica per la processione: Le scene dei "Misteri" si ispirano al Vecchio Testamento, ai Vangeli ed alla Passione di Cristo. Il loro allestimento inizia subito dopo Natale ad opera dei vari gruppi composti soprattutto dai giovani che lavorano, in gran segreto, sotto la supervisione e con i consigli degli anziani. Ogni Mistero è allestito su una piattaforma di legno, è realizzato con gesso, cartapesta, cartone, legno, rami e foglie e poi, in base al tema prescelto, è decorato con fiori, frutta fresca, pesce ed altro.
Preparazione religiosa per la processione: Il sabato precedente la Domenica delle Palme la statua della Madonna viene rivestita con il tradizionale abito da lutto in stoffa di pregio ricamata in oro e pietre preziose. Questa cerimonia è eseguita da cinque donne dell'isola a porte chiuse, al riparo da sguardi estranei. Così vestita, la statua viene posta sul trono rivestito di damasco rosso posto accanto all'altare maggiore della Chiesa dell'Immacolata. Il Venerdì Santo, partendo da questa chiesa, la statua della Madonna viene portata in processione insieme a quella del Cristo Morto. Lo stesso giorno le cinque donne lavano la statua del Cristo, opera dello scultore napoletano Carmine Lantricene del 1728. La cerimonia del lavaggio segue sempre lo stesso rituale e al termine la statua viene cosparsa di olio di cannella. Questo olio prezioso fu portato a Procida dai marinai già all'inizio del XIX secolo proprio per questo scopo. La statua così preparata è coperta da un velo di tulle nero con ricami d'oro ed è poi esposta al centro della chiesa fino al Venerdì Santo quando, di buon mattino, viene trasferita nell'Abbazia di San Michele.
La Processione: durante la notte del Giovedì Santo i "Misteri" vengono portati a Terramurata e, seguendo un rituale consolidato, si posiazionano nel corteo a seconda del tema. Alle ore 7.00 termina la veglia alla statua del Cristo nell'Abbazia di San Michele e inizia la processione annunciata alla folla in attesa dal suono della tromba alternato da tre colpi di tamburo. I Misteri sono seguiti dalle Statue del Cristo Morto e dell'Addolorata accompagnate da bambini vestiti di bianco e di nero. La lunga processione si snoda per gli stretti vicoli del centro storico accompagnate dalle marce funebri suonate dalla banda musicale. Verso le ore 11.00 s'arriva al "Sancio Cattolico" (Marina Grande) dove termina la processione. Quasi tutta la popolazione di Procida prende parte alla processione, centinaia di persone la seguono a piedi, mentre altre migliaia vi assistono lungo le strade e dai balconi. Negli ultimi anni la processione ha richiamato un numero sempre crescenti di visitatori provenienti dalla terraferma e dalle isole vicine. Tuttavia nonostante tutto questo richiamo tutistico la manifestazione ha mantenuto il profonfo carattere religioso.